Berberis Aristata

Inglese: Indian barberry
Hindi: Daruhaldi
Italiano: Berberina

Arbusto spinoso da cui si ricava la berberina, un alcaloide contenuto nella radice anche di altre piante. Nuovi studi la indicano come una possibile alternativa alle statine per il mantenimento dell’equilibrio lipidico nel sangue.

Lo studio cino-statunitense di Kong, Wei J, Abidi et al. “Berberine is a novel cholesterol-lowering drug working through a unique mechanism distinct from statins, pubblicato su Nature Medicine nel 2004, è stato condotto sia su pazienti con iperlipidemia, che in vitro e sui criceti. I dati raccolti dimostrano che la sostanza riduce i livelli di colesterolo con un meccanismo diverso da quello osservato con le statine.

I ricercatori hanno esaminato 700 differenti rimedi cinesi su cellule epatiche umane in vitro e da questa osservazione hanno dedotto che la berberina aumenta l’attività del recettore del colesterolo LDL nel fegato e conseguentemente facilita l’allontanamento del colesterolo LDL dal sangue.

Quindi hanno seguito 60 pazienti affetti da iperlipidemia, 32 trattati con 500 mg di berberina due volte al giorno e 28 con placebo. Le analisi hanno rivelato che, dopo tre mesi, le condizioni dei pazienti controllo erano rimaste stabili o erano peggiorate. Invece nei pazienti che avevano assunto la berberina le concentrazioni ematiche di colesterolo erano diminuite del 29% e quelle dei trigliceridi del 35%.

Studi più recenti hanno anche dimostrato che l’aumento dei recettori LDL nel fegato non dipende soltanto da una più lunga durata di azione dei recettori, ma anche da un aumento di espressione del gene deputato alla sintesi di tali recettori.

In altre parole, l’effetto della berberina è quello di aumentare il numero dei recettori LDL e di prolungare la durata di azione.

Un altro effetto farmacologico è stato identificato nell’animale da esperimento dove la berberina è risultata in grado di inibire anche la sintesi del colesterolo e dei trigliceridi nel fegato tramite l’attivazione di una chinasi attivata da AMP.

Uno studio norvegese più recente su cellule “in vitro” (J. Cameron, et al. “Bernberine decreases PCSK9 expression in HepG2 cells” Artherosclerosis 2008) ha evidenziato che la Berberina svolge un’azione inibitoria della proteina PCSK9, responsabile della demolizione di parte dei recettori LDL a livello epatico.
Tenendo presente che la terapia con statine determina un aumento di espressione dei recettori LDL ma anche un aumento di espressione della proteina PCSK9 (Holly E. et al. “Atovarstatin increases human serum levels of proprotein convertase subtilisin/hexin type 9” Journal of Lipid Research 2008); l’associazione di berberina alla statine può potenziare l’effetto ipocolestrolemizzante di queste ultime, in particolari pazienti resistenti.

Alcuni recenti studi (Jun Yin et al. “Efficacy of berberine in patients with type 2 diabetes mellitus” Metabolism Clinical and Experimental 57-2008), (Yifei Zhang et al. “Treatment of type 2 diabetes and dyslipidemia with the natural plant alkaloid berberine” J. Clin. Endocrin. Metabol. 2008) hanno evidenziato un benefico effetto della Berberina sul controllo della glicemia in pazienti con diabete mellito di tipo 2.